
Nella parte alta del vigneto si trova la cantina più antica, che conserva un raro palmento rupestre a tre vasche.

Il Palmento
Una vasca superiore, in cui veniva scaricata l’uva per la pigiatura, e due vasche inferiori, probabilmente utilizzate per separare il vino bianco da quello rosso.
Il Dolce
Il mosto, filtrato attraverso una pietra più dura chiamata dolce, veniva poi trasferito nel torchio e successivamente in enormi botti.


La pietratorcia

L’ingresso della cantina è stato modellato per far sì che le grandi botti potessero passarvi.
La vasca dell’acqua
Una quarta vasca, presente nella cantina, raccoglieva l’acqua piovana, convogliata tramite piccoli rivoli o zenchature intagliate nella parte superiore della pietra.



La presenza di vasche per la raccolta dell’acqua piovana, canalette e scale scolpite all’esterno della pietra è un elemento comune a tutte le case di pietra del bosco della Falanga.
La cantina è testimonianza viva di una cultura contadina che ha saputo dialogare con la natura e scolpire la propria identità nella pietra.
